Nicola Spedalieri
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"La maggior gloria di un uomo è quella di dover tutto a se stesso quel poco che egli è"

 

Nicola Spedalieri nacque a Bronte nel 1740.

Grande filosofo, fu autore dell’opera: “ Dei diritti dell’uomo” con la quale per primo in Italia parlò dei diritti naturali dell’uomo e proclamò da Roma la sacralità dei principi quali eguaglianza e libertà.

Iniziò i suoi studi a Bronte, nell’oratorio di S. Filippo Neri e li proseguì all’età di undici anni nel seminario diocesano di Monreale distinguendosi negli studi di eloquenza, scienze sacre, filosofia, pittura e musica. Professore di filosofia e geometria nel medesimo seminario; fu poeta, musicista, oratore, storico, matematico e, prevalentemente, apologeta e pubblicista. Genio prodigioso ma anche teologo di spirito indipendente scriveva senza veli né sopportava le rigide ipocrisie dei suoi tempi ed il fanatismo teologico. I ragionamenti sostenuti nelle sue prime tesi si scontrarono subito con i teologi palermitani; fu accusato di empietà, di temerarietà e addirittura di eresia.

I contrasti avuti in Sicilia, i nemici implacabili e gli odii preteschi che i trionfi schiaccianti del suo ingegno gli avevano procurato, lo spinsero ad abbandonare per sempre l’isola e trasferirsi nel 1773 a Roma dove visse per un ventennio. In questi anni stabilì rapporti di amicizia con i più illustri prelati, letterati ed artisti dell’epoca tra i quali il cardinale Borromeo, Vincenzo Monti, Winckelmann, Canova.

Nicola Spedalieri morì a Roma improvvisamente nel 1795, facendo nascere all’indomani della sua morte, la leggenda di essere stato avvelenato da uno dei suoi tanti avversari. L’ultimo suo libro: “ Storia delle paludi pontine”, scritto in latino su incarico di Pio VI, fu, tradotto in italiano, pubblicato nel 1800 dopo la morte del grande filosofo. Ebbe sepoltura nell’oratorio di S. Michele e Magno appartenente al Capitolo Vaticano. Lo Stato Pontificio coniò in suo onore una medaglia e fece erigere un mosaico davanti al suo sepolcro nella cui epigrafe si legge: “ Memoriae Nicolai Spedalieri presbiteri natione siculi domo Bronte….”

 

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